Che cosa si controlla e come
La revisione verifica che il veicolo sia sicuro, silenzioso e che non produca emissioni oltre i limiti. Per le categorie L, M, N e O si svolge sotto la diretta sorveglianza di un ispettore, con verifiche strumentali, visive e documentali. Le norme nazionali e dell'UE fissano gli elementi da controllare in una tabella e indicano quelli non essenziali: ad esempio l'allineamento delle ruote, l'efficienza degli ammortizzatori, gli estintori, il triangolo, i dispositivi antidisturbo radio e l'antiappannamento degli autobus.
Nei centri autorizzati si usa la procedura MCTCNet2, articolata in più fasi; i referti riguardano sia le prove strumentali sia quelle visive e vanno compilati e conservati. Se il sistema segnala che il veicolo non è revisionabile, la revisione non si fa. Dal 20 maggio 2018 la lettura del contachilometri ha valore probante: non è un elemento essenziale del controllo, ma i chilometri vanno sempre acquisiti.
I veicoli ibridi seguono le procedure di M ed N, compresi gas di scarico e rumore. Gli storici godono di deroghe su emissioni e frenatura; prima del 1960 il freno di servizio si può valutare con la decelerazione media. Rimorchi O1, O2 e carrelli appendice non si provano al banco freni ma su piazzale.
Identificazione del veicolo
È la prima operazione. Si basa su numero di telaio e targa. La targa deve essere leggibile e con il rivestimento trasparente: se è deteriorata la revisione non procede. Per il telaio si controlla che la punzonatura, nella posizione prevista dal costruttore, non sia contraffatta e coincida con la targhetta del costruttore, che deve essere ben fissata in zona accessibile (nei veicoli L di solito sulla struttura tubolare). In caso di dubbi la revisione si sospende. Nelle moto il supporto targa merita attenzione perché spesso viene modificato.