L'attività di autoriparazione
Per autoriparazione si intende la manutenzione e riparazione di veicoli e complessi di veicoli a motore, compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli. Non vi rientra la semplice sostituzione di filtri, olio e altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento. L'attività si divide in tre specialità: meccatronica, carrozzeria e gommista. Chi faceva meccanica-motoristica o elettrauto poteva proseguire fino al 5.1.2023.
Per esercitarla l'impresa deve essere iscritta al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane, servono le autorizzazioni ambientali e va nominato un responsabile tecnico. Questi non deve avere condanne definitive per reati commessi intervenendo su veicoli a motore puniti con pena detentiva; la cittadinanza italiana non è richiesta.
L'autorizzazione dei centri di revisione
Lo Stato ha affidato le revisioni, a certe condizioni, anche alle imprese di autoriparazione. Il punto chiave è la divisione dei compiti:
- L'Amministrazione provinciale rilascia, varia e revoca l'autorizzazione; la domanda va presentata a quella competente per la sede dell'impresa, indicando le categorie di veicoli.
- L'UMC esegue il controllo tecnico iniziale dell'officina, compilando un questionario di accertamento per valutare e classificare il centro.
Non bastano i requisiti tecnici o solo quelli professionali: servono requisiti tecnico-professionali, adeguata capacità finanziaria, regolarità con la normativa antimafia, iscrizione al registro o all'albo ed effettivo esercizio dell'attività. I locali devono avere agibilità, destinazione d'uso e prevenzione incendi ove prevista; il controllo iniziale verifica anche attrezzature e strumentazioni. Ottenuta l'autorizzazione, il centro chiede il collegamento telematico al CED del DMS e attiva il registro delle revisioni secondo il fac-simile DGM, che resta a compilazione automatica.